Piave, da “bottega veneziana” a Patrimonio UNESCO

L’AltraItalia, il giornale online di “buone notizie” dall’Italia, ha illustrato l’ambizioso progetto intrapreso per ottenere il prestigioso riconoscimento internazionale da parte dell’Unesco.

Il servizio illustra la complessità e, al tempo stesso, il valore dell’iter di candidatura che prevede, oltre allo sviluppo dell’ampio dossier richiesto dall’Organizzazione con sede a Parigi, una serie di iniziative di marketing e promozione nelle terre interessate dal progetto nelle province di Venezia, Treviso e Belluno.

E la prossima scadenza del 2018, centenario della fine della Grande Guerra, è un appuntamento imprescindibile, soprattutto però con lo sguardo rivolto al futuro, come ha spiegato Giuliano Vantaggi, presidente del Comitato Promotore: “Di guerra UNESCO non parla tanto facilmente. Occorre parlarne guardando al futuro, come un monito, un errore da non ripetere per le generazioni future. Il Piave è proprio questo, una cicatrice inferta a nazionalità diverse, il teatro della più grande battaglia terrestre tra schieramenti pedestri mai combattuta, con oltre due milioni di soldati coinvolti e oltre 300 mila caduti”.

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