Conferenza stampa

IL PIAVE SI CANDIDA A PATRIMONIO UNESCO

Presentata a Venezia la candidatura della valle del Piave a Paesaggio Culturale dell’Umanità, un progetto che promuoverà nel mondo storia, cultura e tradizioni del Veneto

E’ partita ufficialmente da Venezia la candidatura della Valle del Piave a Paesaggio Culturale Patrimonio dell’Umanità – UNESCO.
L’ambizioso progetto richiederà nei prossimi tre anni un approfondito lavoro di ricerca e promozione e mira ad ottenere il prestigioso riconoscimento internazionale da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura con sede a Parigi.

L’iter di candidatura prevede la realizzazione di un ampio dossier e numerose iniziative di marketing territoriale che coinvolgeranno nei prossimi mesi le terre lungo il fiume Piave tra le province di Venezia, Treviso e Belluno, ma in termini più generali tutto il Veneto.

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione del Veneto al palazzo “Grandi Stazioni”, si è presentato il Comitato Promotore, presieduto da Giuliano Vantaggi, e il Comitato Scientifico, guidato dal prof. Giovanni Campeol, che annovera illustri esponenti del mondo della cultura, dell’arte, della comunicazione e dell’architettura, tra cui il prof. Philippe Daverio, il prof. Ulderico Bernardi, il dott. Mario Maffucci, storico dirigente RAI, e l’arch. Alberto Cecchetto dello IUAV di Venezia.

La candidatura, che vede il sostegno istituzionale della Regione Veneto, è già stata sposata anche dai tre Consorzi BIM di Venezia, Treviso e Belluno e da Unioncamere del Veneto sul fronte imprenditoriale.

A fare gli onori di casa Cristiano Corazzari, Assessore alla Cultura della Regione Veneto, che ha dichiarato: “Già con la Delibera del 2015 la Regione Veneto ha voluto appoggiare questa importante candidatura che si pone un obiettivo strategico di promozione della cultura, in senso ampio, della nostra regione. La valle del Piave, prima nel suo rapporto commerciale con la Repubblica di Venezia e poi con la diffusione dell’arte, della letteratura e dell’architettura, rappresenta uno scrigno di inestimabile valore che questa candidatura si prefigge di far conoscere in Italia e nel mondo. Un progetto che mira anche a diffondere i valori e l’identità che da sempre caratterizzano le genti della nostra regione e che, con il fenomeno dell’emigrazione, sono stati esportati e trapiantati in tante diverse parti del mondo.”

“Questo progetto è in linea con ciò che UNESCO chiede ormai da sette anni.” – ha spiegato Giuliano Vantaggi, presidente del Comitato Promotore. “Occorre fare candidature che evidenzino il paesaggio culturale di un territorio, fornendone uno spaccato della Storia dell’Umanità, che siano il più possibile seriali e che abbiano un’eccezionalità ed un unicità internazionale. Abbiamo svolto l’analisi comparativa internazionale e il Piave è risultato unico, straordinario rispetto ad altri fiumi dal punto di vista culturale e non dal punto di vista fisico.”

Secondo il Comitato, il Piave rappresenta il cordone ombelicale tra Venezia e le Dolomiti, un fiume di continui scambi sia commerciali che culturali e sociali tra nord e sud e viceversa che, nel tempo, hanno contribuito alla grandezza mondiale di Venezia. Dapprima rendendo possibile il trasporto del legname dalle foreste montane alla laguna e consentendo la costruzione della flotta navale della Serenissima, grazie anche al primo sistema di certificazione del legno a livello mondiale; successivamente la valle del Piave è divenuta la più grande “bottega veneziana” estesa con i maggiori artisti agli ordini del Doge che “firmavano” ville, palazzi, castelli, opere architettoniche che oggi ritroviamo in quel grande museo diffuso che è questo fiume. Solo per citarne due immensi, Tiziano Vecellio e Antonio Canova.

Inoltre, a due anni dal Centenario, va ricordato che il Piave è stato il fiume della Grande Guerra.

“Di guerra UNESCO non parla tanto facilmente, – ha continuato Vantaggi – ma occorre parlarne guardando al futuro, come un monito, un errore da non ripetere per le generazioni future. Ed il Piave è proprio questo, una cicatrice inferta a nazionalità diverse, il teatro della più grande battaglia terrestre tra schieramenti pedestri mai combattuta, con oltre due milioni di soldati coinvolti e oltre 300 mila caduti”.

Ma il Piave è anche il fiume caro a una gran parte di letteratura moderna. Sulle sue rive trovarono ispirazione e ne scrissero, solo per citarne alcuni, Giosuè Carducci, premio Nobel per la letteratura nel 1906, Ernest Hemingway, premio Nobel per la letteratura nel 1957 che arrivò a dichiarare “sono un ragazzo del Basso Piave”, ma anche Gabriele D’Annunzio, Italo Calvino, Dino Buzzati, Goffredo Parise, Andrea Zanzotto e molti altri.

“La valle del Piave appare come un ambito geografico storicamente dinamico frutto di una stratificazione culturale che si è espansa e ristretta a seconda dei periodi storici. – ha spiegato il prof. Giovanni Campeol, Presidente del Comitato Scientifico -. Peculiarità questa che diventa un fattore di successo nel momento in cui il Piano di Gestione del sito UNESCO saprà rappresentarne le valenze non solo culturali ma anche di marketing territoriale”.

Del Comitato Promotore fanno parte anche Daniele Marcassa, autore e conduttore radio-televisivo, e Nicola Piccoli, entrambi dell’agenzia Phil Fresh di San Donà di Piave, che dopo aver lavorato per diversi anni al progetto Perdipiave hanno voluto intraprendere questa ulteriore sfida per promuovere il Piave.

“Da un paio di anni spinti dalla passione abbiamo iniziato questa avventura per portare una storia così bella ed importante nel mondo.” – ha detto Daniele Marcassa. “Studiando e approfondendo le diverse tematiche ci siamo resi conto di quanto queste terre, partendo da mille anni di storia, rappresentino una grande opportunità, di arricchimento culturale e professionale, per il futuro nostro e di molti giovani.”